I contratti di interest rate SWAP

Pubblicato lunedì 05 marzo 2012 da Massimo Lanzilotti in: Derivati
I prodotti derivati (detti anche “strumenti finanziari derivati”), già ampiamente e da molto tempo utilizzati dalle imprese private, sono attività finanziarie il cui valore “deriva” dalle performance, ossia dai risultati, di un’attività sottostante; il loro valore, quindi, dipenderà e cambierà in base alle variazioni della variabile di riferimento, che può assumere sia natura finanziaria sia natura reale (ad esempio un indice di Borsa, un tasso d’interesse o un tasso di cambio).

I più utilizzati tra i contratti in derivati sono gli I.R.S. – Interest Rate Swap, responsabili di aver messo in ginocchio centinaia di aziende ed enti locali, incrementando il livello di indebitamento e molto spesso superando la soglia del default.

L'Interest Rate Swap è il contratto swap più diffuso con cui due parti si accordano per scambiarsi reciprocamente, per un periodo di tempo predefinito al momento della stipula, pagamenti calcolati sulla base di tassi di interesse differenti e predefiniti, applicati ad un capitale nozionale (si tratta di scambio di flussi corrispondenti al differenziale fra i due interessi, di solito uno fisso ed uno variabile).

L’evoluzione ed il crescente utilizzo di questo strumento deriva direttamente dagli scopi che con questa operazione è possibile realizzare, rappresentati dalla capacità di inserire elementi di flessibilità all’interno di una struttura debitoria non equilibrata o che presenta una concentrazione di indebitamento in alcune categorie di tasso, di ridurre, al tempo stesso, i rischi connessi all’oscillazione dei tassi di interesse e di realizzare economie sugli interessi da pagare nel breve periodo.
 
L’acquirente dello swap è chi si obbliga a pagamenti a tasso fisso, ricevendo quelli a tasso variabile, mentre il venditore è il soggetto che, in cambio del tasso variabile, riceve il tasso fisso.

Se lo scopo dell’azienda potrebbe essere quello di eliminare l'incertezza di un debito contratto a tassi variabili (operazione di copertura), quello della banca è, invece, incrementare i propri profitti, derivati dalla intermediazione del prodotto derivato.

Del resto, i contratti di Interest Rate Swap appesantiscono la posizione debitoria della azienda che lo stipula: perciò, sono di solito segnalati nella sezione “Derivati Finanziari” per il rischio che possono creare sulla solidità della azienda che stipula il contratto. Infatti, la copertura dall'eventuale rischio rialzo dei tassi di interesse proposta a soggetti indebitati (clientela "corporate") si rivela spesso un autentico raggiro in cui la società finisce per pagare molto più di quanto non incassi dallo scambio (finalità speculative del contratto).
 

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