Milleproroghe

Pubblicato lunedì 05 marzo 2012 da Massimo Lanzilotti in: Aggiornamenti
Esattamente un anno fa, nel febbraio del 2011, nel decreto mille proroghe è spuntata una norma "salva-banche". Nel dettaglio, il testo così recita:

"In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l'art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge"



Il decreto mille proroghe sta cercando di salvare il sistema bancario da migliaia di cause legali contro l’anatocismo, accorciando il termine di prescrizione. L’anatocismo è un “vizio” di contabilizzazione, praticato dalle banche da sempre, che calcola trimestralmente gli interessi passivi dei clienti, e annualmente quelli attivi.

Il testo impone infatti un nuovo sistema di calcolo per i tempi di prescrizione: i dieci anni non vengono considerati a partire dalla chiusura del conto corrente, ma dalla singola operazione bancaria. L’effetto pratico di questa norma è la riduzione all’osso della restituzione di somme indebitamente contabilizzate dalle banche a danno dei correntisti.

Nonostante la confusa disposizione del decreto mille proroghe, ad oggi, sono state emesse già numerose Sentenze di condanna delle banche al rimborso dell'anatocismo e ed è stata, in data 10.03.2011, dal Giudice Unico Dr. Andrea Loffredo del Tribunale Ordinario di Benevento, dal Giudice Unico Dr. Antonio Ivan Natali del Tribunale Ordinario di Brindisi – Sezione di Ostuni, in data 08.04.2011, dal G.O.T. Avv. Angelo Rizzo del Tribunale Ordinario di Lecce – Sezione di Maglie,  con Ordinanze del 12 aprile 2011 - Tribunale di Venezia - G.U. Giovanni CALASSO, del 13 aprile 2011 - Tribunale di Potenza, del 16 maggio 2011 - Tribunale di BARI - G.U. Dott. Valentino LENOCI e del 29 luglio 2011 - Tribunale di Nicosia - G.U. Dott. Ottavio GRASSO, promossa di ufficio, per violazione degli artt. 3, 24, 41, 47 e 102 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale della legge 26/2/2011 n.10 di conversione con modificazioni del decreto legge 29/12/2010 n. 225 nella parte in cui all'art. 1 comma 1, richiamando l'allegato "Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225" ha introdotto nell'ordinamento giuridico la seguente norma: "Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225 : all'art. 2 dopo il comma 19 sono aggiunti i seguenti commi: …omissis… "

QUESTA DOVEVA ESSERE UNA NORMA A FAVORE DI FAMIGLIE E IMPRESE !!!
Comunichiamo che il 14 e 15 febbraio scorso si è tenuta in Corte Costituzionale l’udienza pubblica.
Attendiamo fiduciosi in questi giorni la pronuncia nella speranza che non si metta in pericolo il contenzioso bancario in essere e non e che renda giustizia realmente alle famiglie e alle imprese.
 

 

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